Una newsletter per i clienti della bottega. Un invito a un corso. Due messaggi al mese per chi compra dal sito. Sono esigenze semplici, ma basta scegliere il piano sbagliato per trovarsi con un invio bloccato o un costo inatteso.

Nel confronto tra Brevo e Mailchimp partirei da tre numeri: quanti contatti hai, quante email vuoi mandare e quante devono partire nello stesso giorno. Le funzioni avanzate vengono dopo. Per una piccola attività che inizia, Brevo è la prima piattaforma che valuterei. Se invece Mailchimp è già collegato ai tuoi strumenti e i flussi funzionano, cambiare solo per il prezzo di ingresso può non valere il lavoro.

Confronto tra Brevo e Mailchimp: le differenze che contano

Entrambe le piattaforme aiutano a creare campagne email e a gestire i contatti. La scelta non si riduce però a quale editor ti piace di più. Devi capire dove incontrerai il primo limite e quanto costa superarlo.

Il punto di partenza per una piccola newsletter
BrevoMailchimp
Piano gratuito: 300 email al giorno.Piano gratuito: 500 email al mese, massimo 250 al giorno.
Fino a 100.000 contatti salvati nel piano gratuito.Fino a 250 contatti nel piano gratuito.
Nei piani a pagamento contano sia invii sia contatti.Il numero di contatti determina la fascia e il limite mensile di invio.
Da valutare se parti con una lista e vuoi crescere per gradi.Da valutare se le integrazioni e i flussi già rispondono alle tue esigenze.

I limiti sono quelli disponibili al 19 ottobre 2026. Una lista capiente non significa che puoi scrivere a tutti insieme. Questo è il dettaglio che cambia davvero il confronto tra i piani gratuiti.

Brevo, ex Sendinblue: cosa offre a chi parte

Brevo, ex Sendinblue, riunisce strumenti per email marketing e altre comunicazioni con i clienti. Puoi iniziare con una newsletter e valutare solo più avanti le funzioni per SMS, automazione o vendita. Non serve attivare ogni canale solo perché compare nel menu.

Il piano gratuito di Brevo permette di provare una campagna vera con un gruppo ristretto. Include un editor visuale e funzioni di base per leggere i risultati. Il limite di 300 invii al giorno resta però centrale: gli invii non usati non si accumulano.

Per esempio, se vuoi annunciare venerdì mattina un evento del sabato a 900 persone, il piano gratuito non copre l'invio a tutta la lista nello stesso giorno. Dividere il pubblico su più giorni cambia la campagna, non solo il calendario.

Il piano gratuito di Brevo non richiede carta di credito. È utile per capire se riesci a creare, correggere e spedire una email senza aiuto. Prima di pagare, proverei proprio questo percorso, compresa la cancellazione di un contatto di prova.

Mailchimp: quando ha senso tenerlo in considerazione

Mailchimp dichiara oltre 300 integrazioni con strumenti esterni. È un vantaggio se il tuo lavoro dipende già da un collegamento pronto. Conta però ciò che passa davvero tra i servizi: contatti, acquisti, preferenze o soltanto un indirizzo email. Un catalogo ampio non basta a garantire il collegamento che ti serve.

Mailchimp è una piattaforma di marketing con strumenti per campagne, contatti e automazione. Per chi usa già un modello di email e conosce il pannello, la familiarità ha un valore. Cambiare servizio significa anche rifare controlli, moduli e collegamenti.

Il piano gratuito è oggi adatto a un pubblico molto piccolo. Due invii a 250 contatti consumano già le 500 email mensili incluse, senza lasciare margine per altre comunicazioni. Se prevedi una newsletter ogni settimana, il solo numero di iscritti non basta per scegliere.

Con Mailchimp guarderei quindi il piano che serve tra pochi mesi, non soltanto quello gratuito. Il confronto è più onesto se metti sullo stesso foglio la lista attuale, la crescita prevista e le campagne che vuoi davvero inviare.

Prezzi: confronta lo stesso lavoro, non due cifre iniziali

Brevo non va più descritto con la scorciatoia “paghi solo gli invii”. I piani ufficiali di Brevo indicano limiti sia per le email sia per i contatti. Il primo livello Starter comprende 5.000 invii mensili e fino a 500 contatti. Il passaggio da Free a pagamento va controllato anche se il piano gratuito può conservare una lista più ampia.

La pagina italiana indica Starter da 7 euro al mese e Standard da 17 euro. Sono prezzi di partenza: fascia scelta, eventuali aggiunte, imposte e condizioni di fatturazione vanno verificati nel riepilogo prima dell'acquisto. Non sono il preventivo per ogni lista.

Per Mailchimp, i dettagli dei piani Marketing spiegano come cambiano i limiti. Essentials prevede un tetto mensile di invii pari a dieci volte la fascia contatti; Standard arriva a dodici volte. Il prezzo cresce con i contatti e un superamento può comportare addebiti aggiuntivi.

Per confrontare i prezzi, prepara una richiesta uguale per entrambe le piattaforme. Per esempio: 1.000 contatti, quattro campagne al mese, un messaggio di benvenuto e una persona che gestisce il lavoro. Controlla il totale, la valuta e il rinnovo. Un'offerta iniziale non è il costo stabile del servizio.

Aggiungi al budget anche il tuo tempo. Se una funzione fa risparmiare due ore ogni mese, può valere un canone più alto. Se resta inutilizzata, è soltanto un costo. Non comprare un piano per le funzionalità che forse userai tra un anno.

Tre esempi per non sbagliare piano

Il fabbisogno dipende dalla frequenza
SituazioneChe cosa controllare
200 contatti, una email al meseEntrambi i piani gratuiti coprono i 200 invii previsti, nei limiti indicati.
200 contatti, quattro email al meseServono 800 invii. Brevo può coprirli su giorni diversi; Mailchimp Free non basta.
900 contatti, un annuncio per tutti oggiNessuno dei due piani gratuiti copre questo invio nello stesso giorno.

Questi esempi non includono altri messaggi o prove. Lascia un margine per il lavoro reale: una correzione urgente non dovrebbe costringerti a cambiare piano all'ultimo minuto.

Email marketing: prova un messaggio, non venti modelli

Un editor drag and drop permette di disporre testi, immagini e pulsanti con il mouse. Per capire se ti aiuta, usa un contenuto concreto: un nuovo prodotto, una data e un solo invito all'azione. Guarda quanto impieghi a ottenere una email leggibile sul telefono.

Con Brevo e Mailchimp controllerei gli stessi dettagli: dimensione del testo, ordine dei blocchi, spazio tra i link e chiarezza del pulsante. Un modello elegante non serve se il lettore deve allargare lo schermo per capire l'offerta.

Nell'editor drag and drop, prova anche a sostituire il logo e a togliere un blocco senza rompere il resto del messaggio. Salva un modello essenziale per le campagne email ricorrenti: meno elementi da correggere significa meno occasioni di sbagliare.

Spedisci una prova alla tua casella di posta elettronica. Aprila sul computer e sul telefono. Clicca ogni collegamento, verifica l'indirizzo di risposta e leggi l'oggetto senza il resto della pagina. È un controllo semplice che vale più di molte funzioni decorative.

Per una piccola impresa, la facilità d'uso non è un premio assoluto. È riuscire a ripetere il lavoro senza perdere ogni volta mezz'ora nelle impostazioni. Scegli il servizio con cui tu e le persone che lo useranno riuscite a farlo.

Automazione: prima un benvenuto che funzioni

La marketing automation fa partire un messaggio quando accade qualcosa: una nuova iscrizione, per esempio. I flussi di lavoro collegano questi eventi a regole e azioni. Possono farti risparmiare tempo, ma vanno progettati e controllati.

Brevo offre automazione nel piano gratuito fino a 2.000 contatti; Standard rimuove quel limite specifico. Restano comunque da rispettare le altre condizioni del piano. Mailchimp Essentials include flussi fino a quattro passaggi, mentre Standard amplia le possibilità. Non equiparare i piani soltanto perché entrambi usano la parola “automazione”.

Prima di scegliere, disegna il tuo percorso in quattro righe: iscrizione, benvenuto, eventuale attesa, messaggio successivo. Specifica quando una persona deve uscire dal flusso. Chi ha già comprato non dovrebbe ricevere un sollecito pensato per chi non ha ancora scelto.

Per molte piccole imprese basta iniziare con un benvenuto utile. Spiega quali email arriveranno e con quale frequenza. Solo dopo aggiungi altri flussi di lavoro. Un'automazione breve e chiara è più facile da correggere di una sequenza piena di rami.

Test A/B: cambia una cosa per volta

Un test A/B confronta due versioni di un messaggio. Puoi cambiare l'oggetto oppure il pulsante, lasciando uguale il resto. Se cambi tutto insieme, non sai quale scelta ha fatto la differenza.

Brevo include i test A/B in Standard; Mailchimp li include in Essentials. È una differenza da considerare se questa funzione ti serve davvero. Con una lista molto piccola, però, pochi clic possono alterare molto il risultato. Non scambiare una lieve variazione per una regola sicura.

Contatti e CRM: una lista pulita vale più di una lunga

Un CRM serve a raccogliere informazioni sui rapporti con i clienti. Per la newsletter, il primo bisogno è più semplice: sapere chi vuole ricevere cosa. Brevo e Mailchimp vanno valutati partendo dai dati che ti servono, non dal numero di campi disponibili.

Una bottega può distinguere gli iscritti interessati ai corsi da quelli che vogliono novità sui prodotti. Una piccola azienda può separare richieste commerciali e aggiornamenti. Non serve raccogliere informazioni che poi nessuno userà.

Quando provi la piattaforma, crea due gruppi e verifica chi riceverebbe una campagna. Controlla anche come esportare i contatti e le loro preferenze. Una lista facile da importare ma difficile da ricostruire altrove può rendere il cambio di servizio più costoso del previsto.

Se ti serve un vero processo di vendita, con trattative e persone incaricate, valuta a parte le funzioni CRM e gli eventuali costi. Non dare per scontato che il piano email includa ogni strumento commerciale mostrato dal marchio.

Newsletter, SMS e messaggi del negozio sono lavori diversi

Una campagna promuove un'offerta. Una conferma d'ordine informa su un acquisto. Gli SMS richiedono ancora un altro conto, basato su volumi e destinazioni. Mettere tutto sotto la voce “email marketing” nasconde differenze utili.

Brevo permette di inviare anche email transazionali nel piano gratuito, entro il limite di 300 email al giorno. Non serve quindi comprare un servizio aggiuntivo solo per provarle, ma il tetto di invio resta da rispettare. Per Mailchimp l'invio transazionale è un servizio aggiuntivo disponibile con determinati piani. Prima di sostituire il sistema che manda le conferme del negozio, verifica costi, collegamenti e gestione degli errori.

Brevo offre anche strumenti per campagne SMS e WhatsApp. I relativi crediti si acquistano a parte: non sono invii email inclusi nell'abbonamento. Per WhatsApp il costo dipende anche dal paese del destinatario e dal tipo di messaggio. Se la newsletter è l'unico canale che curi, queste funzioni possono aspettare.

Se stai ancora scegliendo la piattaforma di vendita, il confronto tra WooCommerce e Shopify aiuta a distinguere anche il lavoro tecnico necessario. Poi controlla che il collegamento con il servizio email trasferisca proprio gli eventi che ti servono. Il nome di un'integrazione non garantisce ogni funzione.

Per coordinare email, sito e punto vendita, puoi partire dalla nostra guida al marketing multicanale. Aggiungere un canale ha senso quando rende il percorso del cliente più chiaro, non quando riempie un'altra casella nel piano.

Landing page e moduli: chiedi il minimo necessario

Una landing page è una pagina dedicata a un'azione, come iscriversi a un corso o ricevere una guida. Può essere utile se il sito principale non ha ancora una pagina adatta. Verifica però se il tuo piano include la pubblicazione, quali limiti applica e come si collega la lista.

Per raccogliere iscritti, un modulo chiaro può bastare. Spiega il beneficio con parole precise e chiedi solo i dati necessari. Un pop up che copre il testo prima che il lettore abbia visto l'offerta rischia di interrompere proprio la visita che vuoi valorizzare.

Durante la prova, completa l'iscrizione dal telefono. Controlla il messaggio di conferma e l'arrivo nella lista corretta. Se il modulo funziona ma assegna il contatto al gruppo sbagliato, anche le campagne successive partiranno male.

Assistenza clienti e migrazione: valuta anche il giorno difficile

Brevo Free prevede assistenza via email. Mailchimp offre email e chat continuative sui piani a pagamento. Il canale disponibile non dimostra da solo quanto sarà rapida o utile una risposta. Per un'esigenza importante, chiedi chiarimenti prima di spostare tutti i contatti.

Scrivi una domanda concreta all'assistenza clienti: come importare un certo campo, come escludere chi si è cancellato o come fermare un flusso. La risposta ti aiuta a capire se la documentazione e il supporto sono adatti al tuo lavoro. Non presumere che ogni canale offra la stessa lingua o gli stessi tempi.

Nei commenti degli utenti sui limiti di Mailchimp Free emerge il disagio di chi deve rivedere una newsletter dopo un cambio di condizioni. Sono esperienze personali, non una misura della qualità complessiva. Ricordano però un costo spesso trascurato: dover cambiare strumenti mentre le campagne sono già in corso.

Per migrare, conserva una copia dei dati e delle preferenze. Importa prima un piccolo gruppo di prova. Ricrea i moduli e i flussi di lavoro essenziali, poi verifica i messaggi. Non riattivare per errore chi si è già cancellato e non lasciare due automazioni che inviano lo stesso benvenuto.

Campagne di marketing: misura le risposte utili

Mailchimp offre report sulle campagne e sulle automazioni, con dati che puoi esportare in formato CSV. Puoi così confrontare i risultati anche in un foglio di calcolo. Le statistiche dei singoli iscritti richiedono esportazioni specifiche: non sono tutte nel riepilogo generale. Controlla che il piano scelto includa le analisi che userai davvero.

Le analisi delle campagne servono a decidere che cosa fare dopo. Per un corso, il risultato può essere una prenotazione. Per un catalogo, una richiesta di preventivo. Prima di inviare, scegli un risultato che riesci a contare. Il numero di email spedite descrive il lavoro svolto, non il suo valore.

Confronta campagne simili per pubblico e obiettivo. Un invito rivolto a clienti abituali non è una prova corretta contro un messaggio destinato a nuovi iscritti. Guarda anche disiscrizioni, risposte e problemi segnalati: sono feedback utili per cambiare frequenza o contenuti.

Non attribuire ogni vendita alla piattaforma di marketing. Un'offerta più chiara, una stagione favorevole o un prodotto atteso possono spiegare il risultato. Brevo e Mailchimp sono strumenti: il messaggio e la relazione con i clienti restano parte del lavoro.

Prima dell'invio, controlla mittente e preferenze

Brevo supporta l'autenticazione del dominio con DKIM e DMARC; la configurazione SPF dipende dal sistema di invio scelto. Sono controlli che aiutano i server di posta a riconoscere il mittente. Segui i record indicati nel tuo account, senza copiare alla cieca quelli di un'altra azienda.

Brevo offre anche IP dedicati, cioè indirizzi di invio riservati a un solo cliente. Richiedono una gestione attenta della reputazione e dei volumi. Non li sceglierei come prima spesa per una piccola newsletter: da soli non assicurano che le email arrivino nella posta in entrata.

Un indirizzo riconoscibile aiuta il lettore a capire chi scrive. Segui le istruzioni del servizio per autenticare il dominio e prova l'indirizzo a cui arrivano le risposte. Nessuna delle due piattaforme può garantire che ogni email finisca nella posta in arrivo.

Controlla anche il percorso di cancellazione e le preferenze del contatto. Una piattaforma non rende corretto un elenco raccolto senza le condizioni necessarie. Per dubbi su consenso e privacy, verifica gli obblighi applicabili al tuo caso prima di importare dati. Dal lato pratico, conserva l'origine di ogni iscrizione ed escludi chi non vuole più ricevere campagne.

Per le piccole imprese, questi controlli fanno parte del servizio al cliente. Un'automazione che continua dopo la cancellazione o una risposta che non arriva a nessuno può danneggiare il rapporto più di una grafica poco curata.

Brevo vs Mailchimp: quale sceglierei

Sceglierei Brevo per partire con una newsletter semplice, soprattutto se i 300 invii giornalieri coprono il lavoro previsto. Passerei a un piano a pagamento quando servono invii concentrati, più funzioni o altri limiti, dopo aver controllato anche i contatti inclusi.

Terrei Mailchimp tra le opzioni se lo usi già bene, se le integrazioni richieste sono disponibili nel piano scelto o se il costo del cambio supera il risparmio. Per chi parte da zero, il piano gratuito molto contenuto rende necessario fare presto un conto sul piano successivo.

Prima di decidere, crea lo stesso messaggio su entrambe le piattaforme e calcola un mese realistico di invii. La scelta migliore è quella che copre il tuo lavoro con costi chiari e pochi passaggi inutili. Il resto può aspettare.

Dubbi comuni prima di spostare la mailing list

Meglio Mailchimp o Brevo se non uso automazioni?

Parti da contatti, invii e facilità di scrittura. Gli strumenti di automazione non devono decidere la scelta se mandi una sola newsletter uguale per tutti. Le funzionalità avanzate hanno un valore quando risolvono un bisogno presente, non quando allungano la lista delle opzioni.

Devo rifare tutti i flussi di lavoro quando cambio?

Metti in conto una verifica completa. Gli strumenti di automazione possono usare eventi, attese e condizioni diverse. Ricostruisci prima il percorso più breve e controlla ogni messaggio. Conserva il vecchio schema come guida, ma non presumere che una semplice esportazione trasferisca tutta la marketing automation.

Una landing page sostituisce il sito?

Può bastare per una singola campagna, come l'iscrizione a un corso. Una landing page non sostituisce però un catalogo o un archivio di contenuti. Prima di pagare per funzionalità avanzate, valuta anche le alternative già presenti nel tuo sito: il modulo che usi oggi potrebbe coprire le stesse esigenze.