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Month: May 2020

IL BENE: la guerriglia di Touché

Si è tenuta lunedì 29 ottobre all’Ospedale Bellaria di Bologna l’inaugurazione de IL BENE, il nuovo centro per la diagnosi e cura delle malattie neurologiche rare e neuroimmuni, che rappresenta una ulteriore area di eccellenza della Sanità italiana e un punto di riferimento importante per questo genere di patologie.

Le attività di comunicazione integrata sono state sviluppate da Touché, l’agenzia bolognese guidata da Luca d’Alesio, che si è occupata dello studio del marchio e delle azioni di guerrilla marketing mirate sul territorio bolognese.

Questa prima tranche di comunicazione ha come obiettivo la costruzione di una forte e diffusa notorietà de IL BENE (il marchio è l’acronimo di Bellaria Neuroscienza) attraverso il coinvolgimento diretto e l’invito a comportamenti attivi della popolazione residente, con un gimmick ispirato al modello dei messaggi da bacheca.

Le istruzioni sul retro del flyer invitano le persone a: ritagliare tutte le linguette del fronte, in modo tale da lasciarne una sola con il numero di telefono del Centro e ad affiggerlo nei punti più visibili della città. Il messaggio recita: – Le chiamano malattie rare -. Tali malattie affliggono più di 60.000 persone all’anno e se tutte le linguette sono strappate, poi tanto “rare” non sono!

A completare la comunicazione, verso la fine di novembre, è prevista anche la pianificazione della campagna pubblicitaria su mezzi di affissione e stampa.

Ritengo la cosa del massimo interesse, sia perché è una campagna interessante, sia per gli obiettivi di comunicazione sociale.

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Qualità e Comunicazione a Confronto

Riflettevo sullo spot pubblicitario di Unicom, l’Unione Nazionale Imprese di Comunicazione (attualmente visibile a questo indirizzo), visto in televisione con Maurizio Costanzo come testimonial.

Una frase mi ha colpito in particolare che cito testualmente “Oggi non basta realizzare un buon prodotto per avere la garanzia del successo […] (le imprese) devono farsi conoscere e devono far conoscere i loro prodotti […] devono fare della buona comunicazione”.

Anche se, come immagino, lo spot abbia l’intento di incentivare la comunicazione con i clienti, siano essi i consumatori finali o altre imprese, al primo ascolto ho condensato il tutto nella frase “per vendere basta farci solo tanta pubblicità”.

Possiamo trovare due correnti di pensiero che mettono questa semplice farse al centro di una tempesta: quanto è importante un prodotto, la sua qualità e la comunicazione?

Provo a fare due considerazioni prendendo gli estremi di queste considerazioni:

  1. Il prodotto è importante, la comunicazione meno: secondo tale ideologia, il prodotto si venderebbe da solo, senza che esso sia circondato da una comunicazione ossessiva.
  2. La comunicazione è importante, il prodotto meno: in questo secondo caso, il prodotto non assume un’importanza sostanziale, se non grazie alla comunicazione e alle attività di promozione a cui è sottoposto.

Come sempre, la verità sta nel mezzo e quindi la risposta corretta dovrebbe essere il buon compromesso tra qualità del prodotto e comunicazione verso l’esterno.Il concetto è semplice: immaginiamo un prodotto scadente associato ad assidua attività di comunicazione con tutti i media: nonostante il primo impatto dovrebbe essere presumibilmente positivo per le casse del produttore, in un secondo momento questo effetto sarebbe vano.

Immagini per gentile concessione di Sociotelligence

Al contrario, un buon prodotto che non si fa conoscere, non si potrà affermare nel mercato a meno che non si consideri anche l’effetto virale che potrebbe nascere se la qualità del prodotto è veramente alta.

Quindi, quale strategia intraprendere? 

Una strategia incentrata principalmente sul prodotto, curandone i dettagli e la qualità o lasciare un po’ di investimenti anche nella comunicazione?

Dipende tutto dalla vostra strategia, ma ricordando che la buona qualità non compromette mai la comunicazione, anzi, ne fa abbassare i costi e ne facilita la trasmissione; viceversa, altissimi investimenti nella comunicazione per un prodotto scarso, non servirà a molto già nel medio periodo, e gli effetti negativi si potrebbero far sentire molto prima del previsto.

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