
L’intervista a Carmine D’Alessio, amministratore di MTN Company, l’agenzia che ha ideato Creatives are Bad.
Innanzitutto, cos’è “Creatives are Bad”?
“Creatives are bad è un evento unico nel suo genere: una mostra delle pubblicità, o dei lavori di progettazione grafica rifiutati e/o censurati. Ma la peculiarità di questo evento è stata anche un’altra: probabilmente per la prima volta siamo riusciti a mettere in relazione tante diverse agenzie, spingendole a lavorare insieme per un unico obiettivo, senza inutili rivalità e senza secondi fini”.
Come e perché è nata una mostra come “Creatives are Bad”?
“Creatives are bad è nata semplicemente riflettendo sul nostro lavoro. Da amministratore di un’agenzia di comunicazione so bene lo stato d’animo che deriva da una bocciatura da parte di un cliente. Ci siamo interrogati, allora, sulle reali motivazioni di questi rifiuti. Errori di progettazione, scarsa cultura da parte del cliente o, semplicemente, difficoltà di dialogo? Ci siamo detti, così, esponiamo questi lavori, sia per un riconoscimento a tanta abnegazione e passione (altrimenti invisibili), sia per confrontarci, clienti ed agenzie, e capire quali strade percorrere in futuro. Abbiamo da subito coinvolto il valido Luca Oliverio di Comunitàzione.it che si è detto immediatamente entusiasta del progetto e… siamo partiti con l’organizzazione. Il resto è storia attuale”.
Possiamo avere un’anticipazione su quello che ci aspetta a Milano?
“Dopo una “prima” a Cava de’Tirreni, in provincia di Salerno, la mostra è diventata itinerante e, dopo la tappa Narni, a dicembre approderà nella prestigiosa sede dell’AIAP a Milano. I visitatori troveranno innanzitutto centinaia di lavori esposti ed agenzie provenienti da ogni parte d’Italia. Numeri importanti, non per motivi autocelebrativi, piuttosto utili a creare un dibattito più ricco ed interessante. E’ questo lo spirito di Creatives are Bad: un sano confronto tra professionisti, neofiti, clienti di agenzie e semplici appassionati (il pubblico delle nostre pubblicità). E’ per questo motivo che la mostra si apre abitualmente con un convegno. Quello tenutosi a luglio a Cava de’Tirreni ha affrontato il tema “Clienti e agenzie: due lingue diverse? I motivi celati dietro al rifiuto”. Sono intervenuti importanti professionisti della comunicazione, molti dei quali per la prima volta al Sud. Ne è scaturito un dialogo estremamente costruttivo”.
Lo scorso anno Salerno, quest’anno Cava de’Tirreni: “Creatives are Bad” parte sempre dal Sud. Perché?
“Non è una scelta legata al semplice campanilismo. O meglio, non solo. Da agenzia campana è indubbio che siamo portati a valorizzare innanzitutto il nostro territorio. La decisione di ambientare la “prima” al Sud, tuttavia, ha anche una motivazione più profonda, legata alla filosofia dell’evento. Creatives are Bad, da mostra della comunicazione rifiutata, trova una location ideale proprio nel luogo dove pubblicità e cultura progettuale vivono le maggiori difficoltà, il Meridione d’Italia. Posso già preannunciare che il prossimo anno ci sarà una straordinaria eccezione. Solo per il 2008 il cammino della mostra sarà inverso. Il 5 dicembre, a Milano, sveleremo l’arcano. Colgo l’occasione, dunque, per invitare tutti a vistare la mostra che resterà aperta fino al 21 dicembre. Ci terrei che non intervenissero solo professionisti o appassionati della comunicazione. La comunicazione, che lo si voglia o no, è rivolta a tutti ed è interesse comune capirne le dinamiche e scoprire… cosa ci siamo persi”.
VI ASPETTIAMO! VI ASPETTO ANCH’IO!
Alex

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Ho la mania di interessarmi a tutti i gruppi rifiutati da quando ho scoperto che al Salon de Paris, naque le salon des refusés che comprendeva più o meno gli impressionisti. Peccato che non posso fare tutte le fiere o i festival come il festival del cinema di Berlino dove fanno vedere tutti i film rifiutati dai distributori negli altri festival.
Jaio
Certo è una bella ricerca, nemmeno facile, suppongo. Per me è frustrante a 60 anni fare ricerche su Internet su fatti ai quali ho partecipato e che non sono nemmeno menzionati, per quanto rumore abbiano generato all’epoca (per altri dico “per fortuna” :D).
Da dove scrivi suppongo che tu non abbia visto la mostra. Peccato, a parte i miei discutibili lavori, c’erano delle pubblicità veramente ottime. Una media eccellente.
Alex