Premessa: il post che andrai a leggere è solo una visione personale del sottoscritto visto che non esiste una definizione per eccellenza del Web 2.0
Agli inizi furono i server con i servizi per gli utenti, gli account mail, le registrazioni per accedere alle mailing list e sottoscrivere newsletter, caricare via ftp file, immagini e foto.
Al giorno d’ oggi questi servizi ci sono ancora e sono solo mascherati da bottoni cristallizzati, sfumature per i form di login e registrazione, per poi riusare magari le stesse mailinglist, avere una pagina, un’ area personale da poter condividere con gli altri iscritti e scambiarsi mail o messaggi privati tramite form dell’ area riservata, che comunque guardando a fondo e studiando i processi, tecnicamente non è cambiato poi molto: client (mittente), che passando per il server, contatta client (destinatario)… io la vedo così ed è per questo che ribadisco che il salto più grande, la vera differenza del Web 2.0 al “vecchio web” imho sta solo nel fatto che agli utenti gli si da una nuova grafica sempre più sfarzosa, pulita, appariscente e con molte sfumature con un tocco di semplicità in più ai servizi offerti.
Io una volta, parlando della seconda metà degli anni ‘90, mi ricordo delle aziende con i loro portali che offrivano mille servizi, l’ account mail personalizzato, hosting, banda, sito per la tua azienda, questo, quello…
Oggi ho notato invece che molte aziende che investono nel web, o sono ISP oppure cercano di ritagliarsi una fetta di mercato dando servizi di nicchia, come dire, “ti offriamo poco ma di qualità”.
Tornando prettamente al discorso di cos’ è il Web 2.0 per me, agiungo che dal Web 1.0 si potrebbe differenziare oltre per la semplicità dei servizi offerta agli utenti, pure anche per la possibilità degli stessi di “clonare” per così dire gli stessi servizi (leggi apertura di forum, blog, spazi web per gallery, siti personali…) concedendo spazio ad ulteriori utenti.
La differenza sostanziale per il sottoscritto sta nel fatto che ormai, come nelle piazze delle città come Milano, Roma e le piazzette dei paesi di montagna, anche nel web c’è la possibilità di ricrearsi con semplicità dei luoghi di aggregazione come volgiamo, che possiamo chiamare forum, blog o siti per il social network, socializzare come passatempo o trovare contatti e nuove collaborazioni per la nostra professione.
NOTA: ho scelto di dare la mia definizione illuminato dal post di Enrico, del quale condivido in pieno la sua ultima frase.
Tags: blog, community, cosè il web 2.0, forum, Notizie IF, social network, web 2.0Ultimi 5 articoli di Davide Tommasin
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Il bello della rete….
Il web 2.0, nella sua connotazione socializzante, mi riporta indieto di ollte 10 anni, ai tempi di FidoNet, quando lo spirito collaborativo era dominate. Noi stessi su FI siamo un esempio di questa possibilità di aggregazione.
Ma questo, IMHO, è solo dare agli utenti quello che essi vogliono, anche se molte aziende lo fanno a fini di lucro, diretto o indiretto. Ma l’informatica è un universo a parte, e tra utenti ci si capisce. Io poco fa ero in chat con il mio diretto concorrente mentre oggi pomeriggio sono stato contattato da un cliente molto importante che ho connusciuto su un forum. Non vi sembra assurdo?
La rete 0.0, 1.0 o 2.0 che sia, se la usi nel modo giusto, e soprattutto con lo spirito giusto, F U N Z I O N A ! ! !
Alex
Come stragrande maggioranza di informazioni e passaparola, ormai il web 2.0 è sulla bocca di tutti ma non proprio tutti sanno cosa sia.
Il tuo commento sembra insomma rafforzare quello che ho scritto e ne sono contento.
Anche la tua esperienza di questo pomeriggio lancia imho molti punti di discussione; per sdramatizzare mi verrebbe da chiederti “Ma fai il doppio gioco?” …e quoto e straquoto la tua ultima frase
Sicuramente si. W gli utenti, a morte i provider (quasi tutti, almeno) !
Alex
1.0 o 2.0, l’importante è l’innovazione tecnologica e sociale che viene a crearsi.
Grazie per il tuo commento Flavio e lo quoto al 99% perchè, se anche il 2.0 è un’ etichetta ormai conferma la distinzione tra i siti innovativi e che aggregano da quelli 1.0 che si sa bene ormai imho, sono quelli che non hanno implementato concettualmente e praticamente le 2 caratteristiche da te segnalate.
Il Web 2.0 è una necessià di mercato. Nessuno cerca soluzioni nuove se non quando quelle che ha a disposizione non servono più allo scopo. Le aziende, specialmente quelle grosse lo sanno, e si adeguano.
Alex
Io personalmente vedo qualcosa di più nel web20, qualcosa più di una nuova grafica, come il passaggio da siti statici a siti dinamici, dai siti personali al blogging, dai cms alle wiki…
Internet è un fenomeno culturale che richiede interoperabilità, non staticità. La staticità poteva funzionare quando l’unica piattaforma esistente sul mercato era windows, ed i programmi che monopolizzavano il mercato erano word excel ecc. Con la nuova era di Internet invece, l’attenzione si sposta dal sistema operativo al browser, ed è attorno ad esso che ruota la vita di ogni singola persona che accede ad Internet.
Col web20, ogni sito diventa un programma a sè, pieno di tecnologia: mashup e widgets ad esempio..
Oramai il web 2.0 è sufficientemente maturo perché una definizione si possa dare, a mio avviso:
http://lindipendente.splinder.com/post/15354690/World+2.0