Politica in Web 2.0 Style
Ascoltavo in una notte insonne la trasmissione di Porta a Porta su Rai Uno, dove un Ministro invitava tutti i cittadini a far sentire la propria voce… “ dov’è la novità?” mi potrete chiedere! L’invito era di andare nel sito web del partito in questione e scrivere quello che si vuole il nuovo governo faccia, dare suggerimenti per la creazione del nuovo programma per essere partecipi alla vita politica in modo attivo e non essere vittime di questo sistema… Ed io che bazzico nel web, un po’ per lavoro ed un po’ per passione, riconobbi un neologismo… “Wow… ma questa è Politica 2.0!”Era ora che i politici facessero qualcosa anche nel web: non è comunque da stupirsi che non lo avessero fatto fino ad oggi, e che quel poco che avevano provato a fare, si è ridotto in un nulla di fatto, se non una figuraccia bella e buona. Loro che sono maghi della comunicazione, che riescono con un sorriso e una promessa ad acquisire un importantissimo voto…Perché non ha funzionato fino ad ora? Forse si sono affidati alle persone sbagliate per la loro comunicazione, non tanto per i testi, che sono di sicuro impatto, quanto in quello che poi non è avvenuto…Purtroppo (per loro) le persone che navigano in rete sanno che non sono davanti alla tv e che basta poco a cambiare partito! Basta un click… non devono nemmeno cercare il mouse perché ce l’hanno già sotto mano… Un click ed il voto è perso…Un altro fattore importantissimo è il modo di dirlo: per tutte le campagne politiche che ho assistito in prima persona da diretto cittadino interessato (poche a dir la verità), mi sono ritrovato tra le mani chissà quanti alberi trasformati in volantini colorati con tutti i loro programmi politici, con tanto di scritta caro amico/cara amica…Intere lettere di presentazione realizzate con scrittura “umana”, foto della Bella Italia, frasi ad impatto emozionale catastrofico e poi le fatidiche promesse: tante e belle… “cavolo” ci verrebbe da dire ogni volta “ma se vanno su questi qua, siamo proprio nelle mani giuste e finalmente si muove qualcosa…”E poi cartelloni pubblicitari, spot televisivi, pubblicità sui giornali, messaggi radiofonici, di tutti i tipi… tutti da farsi grandi risate: perché se una cosa ho imparato da queste mie poche esperienze nel marketing, la principale è “metti il cliente al centro e dagli ciò che vuole, anche se tu preferiresti vendere qualcos’altro”.E a quanto pare, invece, i politici mettono al centro i loro clienti durante la campagna elettorale e poi si dimenticano di loro, improvvisamente, nel momento in cui mettono la chiave nella serratura del governo…Lo stato è la prima grande azienda… perché dovrebbe comportarsi diversamente da un negozio di vestiti? E come tale perché dovrebbe spendere migliaia di euro nella promozione della nuova collezione di abiti fashion ed alla moda, catturando l’attenzione di tante persone che si convincono a comprare e poi, come per magia, quando entrano al negozio scoprono che tutti i capi sono dell’anno precedente, con una moda sorpassata, con vestiti che non ci si metterebbe più?Se proprio vogliono mettersi a fare questa moda del 2.0, che vuol dire tutto e niente, lo facciano per bene, ricordando che un cliente raggirato non torna più in quel negozio!
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