Freelance e lavorare da casa : qualche suggerimento in merito
Quanto vado a scrivere non è la traduzione letterale del post dedicato proprio a 9 suggerimenti per tutti i freelance che lavorano da casa (scritto da Raj Dash) come me, ma solamente uno straccio di scaletta di come vivo personalmente il mio lavoro da casa.
Ho da poco scoperto FreelanceSwitch – The Freelance Blog ed ho pensato bene di sottoscrivere e seguirli via feed perchè gli argomenti che trattati su tale blog risultano davvero interessanti e molto in tema con la mia situazione lavorativa.
Lavoro da casa – non è tutto rose e fiori
Vivo ancora a casa con i miei, spero di poter dare una svolta ben presto a questa situazione (non voglio passare da fannullone), ma fortunatamente vivo in una villetta in un paese come Aquileia, avvolta nel verde e con poco traffico rispetto alle città .
La casa devo dire che fortunatamente mi permette molta dinamicità ed anche se ho 2 gatti che mi tormentano perchè hanno sempre fame o dover stare molte volte agli orari “canonici” di pranzo e cena dettati dall’ ambito famigliare, posso comunque essere felice di questa indipendenza da timbrare un cartellino o dover sottostare a molte restrizioni come in altri ambiti lavorativi.
Gli spazi abitativi e lavorativi
Se non trovi però pace con il via vai di parenti, visite, con le altre mille distrazioni come rumorosità ambientale dettata dal traffico di auto della strada accanto a casa tua ti posso dire come vivo il mio ambiente lavorativo a casa mia per poterti dar modo di pprender qualche spunto così da rendere più accogliente fisicamente e psicologicamente il tuo ambiente lavorativo in casa.
Psicologia ed ambiente
Di solito ho due stanze dedicate a studi: la mia camera con scrivania che utilizzo nei mesi invernali perchè è più calda e confortevole e la cantina nei mesi estivi perchè essendo semi interrata mi permette di avere un ambiente climatizzato naturalmente.
Questo già mi da maniera di essere positivamente motivato nel lavoro essendo in un’ area confortevole a livello fisico che si riperquote appunto sulla mia psicologia: è già un buon punto di partenza.
Predisporre di una connessione wi-fi
Secondo me è la priorità : è la cosa migliore se desideri assere dinamico e poterti rifugiare o ripiegare in un’ altra stanza più consona perchè sono arrivati ospiti o il tuo partner magari sta telefonando disturbando la tua registrazione video o la video conferenza con un cliente importante.
Suono e mente
Personalmente sono abituato a lavorare o nel completo silenzio (fortunatamente anche la zona in cui abito non ha rumori di fondo esterni se non qualche ghiandaia che strilla) o con un sottofondo musicale di qualunque genere (musica prettamente in inglese – quella in italiano personalmente mi svia da quello che sto leggendo) e questo mi da la carica giusta per scrivere e bloggare: forse è il ritmo delle canzoni che cadenzano il battito sulla tastiera, forse sarà qualche altro fattore – non sono psicologo e non opero nel ramo, ma devo dire che la musica mi aiuta a rendere confortevole il lavoro.
Troppo rumore di fondo fa male, disturba ed irrita ed ecco che può capitare che se mi trovo a lavoricchiarein una stanza dove ci sono miei parenti allora ho sempre sotto mano le cuffiette perchè almeno posso optare per sentire musica dal portatile piuttosto che il chiacchericcio delle persone che mi stanno accanto.
Ipnotizzati e svegliati di botto
Capita che quando inizio a scrivere o a creare qualcosa di grafico, non prettamente col computer ma anche abbozzando e disegnando con carta e matita, ad un certo punto prda la cognizione del tempo ed è proprio in quegli istanti che riesco veramente a focalizzare ed andare verso il mio obiettivo, ma può capitare che ci sia qualche cosa che mi faccia tornare alla realtà di botto come il trillo del telefono, come la voce di qualcuno che mi sta accanto, il cinguettio stridente di qualche cornacchia di passaggio nel mio giardino…
Perdo così tutto il mio lato creativo: lo spiega bene il concetto il libro “Disegnare con la parte destra del cervello“:
Riflettiamo sugli stati di coscienza
Per fare un esempio, molti dicono che quando sono assorti nella lettura “escono da se stessi”. Alttre attività che sembrano produrre un simile mutamento nello stato di coscienza sono la meditazione, il jogging, il cucire, il battere a macchina, l’ ascolto della musica e, naturalmente, il disegno stesso.
…
La chiave per imparare a disegnare consiste quindi nel creare le condizioni favorevoli al passaggio della mente a un diverso modo di elaborare le informazioni (quello di coscienza alterato) che consente di vedere nel giusto modo.
di Betty Edwards
Suddividere in tipologie la tua attivitÃ
Dipende dalla tipologia di lavoro che ci cimentiamo a fare.
Io di solito li suddivido in 2 categorie – almeno questo è quello che mi porta a fare il mio tipo di lavoro:
- lavori creativi (di cui accennavo poc’ anzi);
- lavori burocratici – scartoffie e archiviazione (fatture, archiviazione dati, corrispondenza…);
Per la seconda tipologia non me ne preoccuppo più di tanto del dove o con chi mi trovo perchè è un lavoro prettamente di smistamento e “scrematura”.
Per il primo punto invece, facendo il web designer io lo percepisco come essere un pittore, devi avere l’ ispirazione e l’ estro creativo dettato dal momento ed è la cosa più difficile secondo me avere, non la voglia, ma quanto trovare quell’ amalgama di fisicità e psiche che ti mermettano di poter creare come vuoi.
Quindi il primo punto su cui faccio riferimento e crearmi l ‘ambiente giusto senza distrazioni o cercando per lo meno di diminuirle al massimo.
- Musica di sottofondo (niente radio visto che saltando da una trasmissione all’ altra c’è chi parla, publbicità : preferisco in primis un cd che vada in loop o ascoltare la compilation di mp3 da computer);
- Suoneria del telefonino in modalità vibrazione;
- Qualche pausa di mezzo ci vuole: prepararsi un te e prendersi 5 minuti di relax evadendo ci vuole sempre;
Ci sono giornate in cui sembra non esistere creatività , sembra che tutto sia desincornorizzato da come volgiamo programmare il nostro lavoro: preferisco prendermi la mattinata libera per fare un po di moto in bici e riprendere il lavoro più pimpante nel pomeriggio.
La notte (parlo di orari che vanno dalle 00:00 alle 5 del mattino secondo me sono le ore migliori per lavorar ein pace, silenzio: sembra che il mondo che ci circonda, a partire dall’ aria di casa, sia immutevole, ferma e stagnante. Un buon momento per poter pensare.
Non voglio dire che con questo bisogna lavorare la notte, esiste il bioritmo che può sballare e dare particolare fastidio riperquotendosi pure sulla vita sociale, ma dico solo che in casi estremi esistono estremi rimedi: come freelance direi che la cosa migliore è poter gestirsi in indipendenza proprio gli orari lavorativi.
Conclusioni ed approfondimenti
Detto quersto ci si potrebbe scrivere un libro sull’ ambiente lavorativo (non solo) per freeLance, ma quanto scritto è solo la mia situazione personale cercando di darti qualche spunto per migliorare anche la tua situazione lavorativa in casa se sei un libero professionista come me.
Alcuni link utili per approfondire l’ argomento:
- 9 Tips For Staying Sane While Working at Home With Distractions – Posto originale di Ray Dash
- Che Cosa Hai Bisogno Di Sapere Per Lavorare Online Da Casa Tua – da Master New Media
- Top 30 Tips for Staying Productive and Sane While Working From Home – da Zenhabits [ENG]
- Magari potessi lavorare a casa.. 30 consigli per chi lo fa. – dal blog di Fosko [ITA] – fonte Zenhabits
- Le Fonzar’s News – il blog dell’ ing. Ugo Fonzar (che saluto)
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Prendo spunto da quanto si può leggere su MasterNewMedia per quanto riguarda il Newsmaster come la figura che filtra e fornisce ...

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Ciao sono un creativo/graphic designer/fotografo. Non sai quanto mi ritrovo nelle parole del tuo post. anche io sono un “fan” di betty edwards, scoperta quasi per caso grazie al libro di Julia Cameron – la via dell'artista; da quando disegno meglio visualizzo meglio i progetti, le illustrazioni che devo realizzare anche a partire dagli scatti (che sono per me una forma di pittura realistica, ma cmq immaginifica). lavoro da casa e vorrei farlo per sempre, gli orari aziendali sono una zappa sui piedi alla creaività finalizzata ad un progetto creativo di comunicazione. cmq grazie per il tuo post che rileggerò ancora e da cui trarrò molteplici aiuti. ora vado ad accoppare la mia gatta in calore che miagola (scherzo). un saluto. paolo panatta
Sono convinto pure io che la creatività non può timbrare il cartellino: ha bisogno dei suoi tempi.
Grazie a te Paolo per il tuo commento e per aver condiviso la tua esperienza