IO NON CI STÃ’!
Rischia di diventare l’uomo più odiato sulla porzione italiana della rete.
Perché? Perche è il promotore della nuova “Legge Levi-Prodi sull’Editoria“ approvata all’unanimità dal Consiglio dei Ministri lo scorso 12 ottobre e che dovrebbe essere discussa dalla Commissione Cultura della Camera la prossima settimana.
E a noi?
Questa domanda sembrerebbe più che legittima ai più, ma c’è sempre un ma, che questo caso, stà in queste righe:
Art. 5
(Esercizio dell’attività editoriale)
1. Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e
distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta
pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in
forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.
Art. 6
(Registro degli operatori di comunicazione)
1. Ai fini della tutela della trasparenza, della concorrenza e del pluralismo nel settore editoriale, tutti i soggetti che esercitano l’attività editoriale sono tenuti all’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione, di cui all’articolo 1, comma 6, lettera a), numero 5, della legge 31 luglio 1997 n. 249. Sono esclusi dall’obbligo della registrazione i soggetti che operano come punti finali di vendita dei prodotti editoriali.
2. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione è condizione per l’inizio delle pubblicazioni dei quotidiani e dei periodici, e sostituisce a tutti gli effetti la registrazione presso il Tribunale, di cui all’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47. Sono fatti salvi i diritti già acquisiti da parte dei soggetti tenuti a tale registrazione in base alla predetta normativa.
3. La tenuta del Registro degli operatori di comunicazione è curata dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ai sensi dell’articolo 1, comma 6, lettera a), numero 5, della legge 31 luglio 1997 n. 249.
4. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni adotta un regolamento per l’organizzazione e la tenuta del Registro degli operatori di comunicazione e per la definizione dei criteri di individuazione dei soggetti e delle imprese tenuti all’iscrizione, ai sensi della presente legge, mediante modalità analoghe a quelle già adottate in attuazione del predetto articolo 1, comma 6 della legge 31 luglio 1997 n. 249 e nel rispetto delle disposizioni già contenute nell’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47.
Art. 7
(Attività editoriale su internet)
1. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.
2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni.
Cosa vuole dire?
In parole povere, significa che chiunque pubblichi un sito Internet o un blog è obbligato ad iscriversi al ROC e a pagare l’iscrizione.
Ovvero, che chi blogga paga.
Inaccettabile, dico io. Sia perché Internet è sempre stata libera da vincoli di qualunque genere, e anche se questa libertà a volte può risultare fastidiosa (leggi: spam), per me è sacra, sia perché, equiparando le attività individuali (ma anche aziendali) su Internet all’editoria tradizionale si sottopongono gli autori agli obblighi della stampa senza che ne abbiano i privilegi (vedi iscrizione all’albo, contributi governativi, ecc.), sia perché si crea un pericoloso precedente di controllo sull’esercizio della liberta intellettuale, che oltretutto è garantito dalla nostra costituzione.
Internet è un simbolo di democrazia, di pluralismo e di libertà che deve rimanere tale.
Avete presente quanto abbiamo fino ad ora criticato quegli stati che impongono il controllo sul Web? Beh, c’è il rischio che succeda anche da noi.
Io non ci sto. E voi? FATEVI SENTIRE!
Inoltre, caso buffo, la notizia arriva quasi contemporaneamente a quella della possibile chiusura della vergogna nazionale, quel sito che ho già definito “truffaitalia” in un mio vecchio post, un obbrobrio costato, pare, 50 milioni di Euro di soldi nostri e mai decollato.
Ecco i link per farvi liberamente ua vostra opinione sugli scopi e le conseguenze della legge, se venisse approvata così come è stata formulata.



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