Microsoft sconfitta nella votazione sull’OOXML

Autore: Carlo Bongiovanni
Pubblicato il 5 settembre 2007

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Avevo finora ignorato tranquillamente tutte le vicissitudini legate all’adozione del formato standard OOXML. Pensavo che l’ISO avrebbe affrontato le migliaia di pagine della documentazione relativa ed accettato senza troppi problemi lo standard.

Per continuare a farci vivere una vita tranquilla.

Adesso invece, sembra che il processo avviato sia diventato una delle notizie più interessanti su cui discutere, sopratutto dopo le pesanti accuse di corruzione mosse da importanti paesi contro la Microsoft.

Per chi non sapesse di cosa parlo, l’oggetto della discussione è il voto da parte dell’ISO (International Organization for Standardization) e dell’IEC (International Electrotechnical Commission) per la pubblicazione dello standard ISO/IEC DIS 29500, Office Open XML file format, richiesta da Microsoft Corporation.
In parole povere, Microsoft ha sviluppato un formato XML per i documenti, e ne ha chiesto il riconoscimento come formato standard internazionale all’organizzazione che se ne occupa.

Tale organizzazione è composta da rappresentanze di ogni paese del mondo, per un totale di 157 paesi, ed a questi è stato chiesto di partecipare al voto che ne avrebbe deciso le sorti.

Secondo il comunicato stampa pubblicato ieri (giorno in cui terminava la votazione), il 53% dei votanti ha espresso voto positivo ed il 26% voto negativo, e non superando i criteri prestabiliti non è stato accettato.

L’Italia ha deciso di astenersi dal voto, mentre molte altre nazioni hanno espresso pareri discordanti, sopratutto a seguito della notizia per cui Microsoft ha cercato di comprare i voti degli stessi paesi.

Basta guardare cosa è successo in Italia per capire che qualcosa è andato storto: la commissione Italiana era infatti composta a Maggio 2007 da 5 componenti: IBM, Microsoft, CEDEO (Leonardo Chiariglione), l’associazione PLIO e HP. Improvvisamente sono però aumentate le adesioni, fino ad arrivare a Luglio ad un totale di 83!

La stessa variazione di soggetti votanti si è verificata in molti altri paesi, e la stessa Microsoft ha ammesso che uno dei suoi impiegati in Svezia si è comportato in maniera poco corretta.

Per fortuna numerose organizzazioni del software libero si sono opposte al riconoscimento del formato OOXML, aiutando quella libertà di informazione che è poi riuscita a smuovere parte delle coscienze.

Se Microsoft avesse vinto, si sarebbe giunti ad uno standard le cui specifiche sono create e mantenute da una singola compagnia, e sicuramente la loro manipolazione o abuso non sarebbe stata facile da bloccare.

Inoltre Microsoft considera il suo standard aperto, ma finora non è stato nemmeno possibile far interoperare un Mac col nuovo formato OOXML, avendo installato Office 2007.

E’ ovvio che dall’altro lato della medaglia, cioè da chi non vuole che OOXML diventi lo standard ufficiale, stanno altre grandi aziende (IBM ad esempio), ed ognuna di queste cerca di lottare per avere il predominio sul mercato.

Dobbiamo stare attenti a non confonderci: questa battaglia non è per l’interoperabilità: è per la Microsoft che vuole mantenere il suo monopolio sul desktop contro i suoi altri concorrenti che cercano un modo per spezzarlo ed avvantaggiarsi a loro volta.. è la logica del mercato, insomma!

Cosa succederà? Riuscirà il colosso Microsoft nel suo intento?

Ai posteri l’ardua sentenza..

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, settembre 5th, 2007 ed inserito in Comunicazione, Notizie IF. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un commento, o utilizzare il trackback da inserire nel tuo sito e nel tuo blog per citare questo post.

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