Come agire col PageRank?

Da una decina d’anni a questa parte, ovvero da quando Google ha fatto la sua comparsa sul web,  si è scatenata una guerra selvaggia che ha visto il nascere di nuove figure professionali, strettamente correlate al prodotto di Mountain View : SEO e SEM, ovvero esperti di ottimizzazione dei siti web per un migliore inserimento nelle SERP dei motori di ricerca ( i primi ) ed esperti di marketing on-line ( i secondi ).

Se chiedete a esponenti di queste due categorie quali siano i loro trucchi, quali siano le strategie da utilizzare, potete stare certi che le risposte, al 100%, saranno più o meno:

  • scrivere contenuti validi
  • ottimizzare il codice HTML del sito
  • inviare una corretta sitemap a Google
  • impostare delle campagne Adwords mirate ed intelligenti, con tanto buon senso
  • non cercare di “fare i furbi” ( leggi doorway, cloacking, keyword stuffing, h1 stuffing, … )
  • aumentare i link in entrata

ovvero risposte quantomeno banali che però, effettivamente, è tutto quanto possiamo fare.

Ma allora essere primi su Google è questione di fortuna?

No, certamente no, poichè non è importante cosa si faccia, ma come lo si faccia: le tecniche citate poco sopra sono in effetti ricche di sfumature e piccole variazioni che dobbiamo andare ad applicare alla casistica del cliente; in effetti il keyword stuffing, in buona parte accettabile se allestiamo una directory quale HotFrog, è assolutamente impensabile sul sito di un’azienda.

Un concetto divenuto leggenda

Già, perchè tutti i webmaster amatoriali che potrete nel corso della vostra esistenza interpellare avranno da dirvi parole sante e leggendarie riguardo a ciò che loro considerano il fattore più importante per il vostro posizionamento: il PageRank.

PageRank che non è altro che un algoritmo che assegna ad ogni pagina web un valore da 0 a 10, passando per l’iniziale ND ( non ancora assegnato ), visibile con la Google Toolbar installata sul nostro browser.

Insomma, questo PR è divenuto oggetto di abuso irrefrenabili, arrivando a:

  • perdere gran parte del suo valore
  • essere persino in controtendenza al posizionamento del sito

poichè:

  • in Google si sono accorti che vi sono molti altri metodi per monitorare l’importanza delle pagine web
  • non tutti i link in entrata al nostro sito possono essere considerati “buoni”

Quanto vale quindi il PageRank

Vale molto, moltissimo, se si sa cosa bisogna fare: il PR si acquista quando siamo molto linkati, ovvero molto letti o pubblicizzati; se offriamo servizi vorrà dire che dobbiamo svolgere un ottimo lavoro, se scriviamo contenuti, guide, etc significherà che dovremo avere del materiale valido da offrire ai visitatori.

Il primo passo è questo: fare del buon lavoro al di là del nostro sito.

Se abbiamo delle ottime idee saremo premiati : aprire un blog che parla della vostra vita coniugale, con post pressochè identici a

Ciao ragazzi, oggi mi sono alzato alle 7, sono stato a pranzo con Toni e ho bevuto un taglio prima di andare a nanna

vuol dire inoltrarsi in un tentativo fallimentare in partenza: meglio traslare sui social network a quel punto.

Dobbiamo trattare argomenti interessanti, che attraggano i nostri visitatori: questo articolo può essere interessante per molti, questo per molti altri, e così via; avrete capito.

A questo punto inizierete ad ottenere link genuini, di persone che sono soddisfatte di leggervi e condividono i vostri argomenti : aumentano i link in entrata, aumenta il PageRank.

Varia il PageRank != migliora/peggiora il posizionamento del sito

Dove il simbolo ‘!=’ significa ( per chi non programmasse ), ‘non uguale a’.

Ovvero, non è che se se il PageRank varia il posizionamento del nostro sito seguirà tali variazioni : una volta che abbiamo ottenuto un PR soddisfacente ( da 3 a 5 per l’homepage ) avremo acquisito grande credibilità agli occhi di Google e molte nostre pagine avanzeranno notevolmente nelle SERP : le nuove pagine avranno PR infimi ( 0,1, non assegnato ) ma quello che conta è che facciano parte di un dominio che Google privilegia.

Una pagina del nostro dominio che tratta di argomenti identici ad una di un altro, con maggiore PR, potrà benissimo scavalcarla poichè, come detto, ci sono moltissimi altri fattori che incidono sul posizionamento, e il PageRank è solo il trampolino di lancio del nostro sito.

In conclusione: cosa fare per far aumentare il PageRank?

Il consiglio è sempre quello, senza agire sul codice e senza spendere tempo in trucchi inutili:

  • pubblicare contenuti validi e ricercati
  • non iscriversi a programmi di scambio link e banner se non abbiamo le dovute conoscenze ( quindi NON iscriversi )

Cercando di non strafare e scrivendo decentemente avremo fatto i due passi fondamentali per ottenere un PageRank adeguato e una considerazione “giusta” sui motori di ricerca: tentativi più invasivi possono solo che farvi del male ( soprattutto quando si è in material di scambio link ).

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, marzo 18th, 2009 ed inserito in SEM, SEO. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un commento, o utilizzare il trackback da inserire nel tuo sito e nel tuo blog per citare questo post.

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